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Le quotazioni di Augusto Valli, pittore modenese attivo tra XIX e XX secolo, possono essere un tema ricercato da chi possiede una sua opera. Il suo repertorio è composto quasi esclusivamente da dipinti ispirati alle esperienze vissute in Eritrea e in Abissinia, in cui racconta momenti di vita quotidiana e paesaggi dell’Africa Orientale. La sua produzione comprende oli, acquerelli e bozzetti a matita.
La scarsità di risultati di mercato relativi alle sue opere rende complesso definire parametri di riferimento affidabili. In linea generale, i dipinti di Augusto Valli hanno delle quotazioni che spaziano dai €700 fino a oltre i €6.000, in base a qualità, soggetto, dimensioni e grado di finitura. Le opere su carta, che seguono criteri analoghi, hanno valori mediamente compresi tra i €200 e i €3.000.
Ricordiamo che le quotazioni indicate hanno carattere puramente orientativo. Per una valutazione personalizzata, è possibile contattarci: siamo specializzati nei pittori modenesi dell’Ottocento.
€700 - €6.000
€200 - €3.000
Augusto Valli è stato un pittore modenese attivo tra Otto e Novecento. Spirito avventuroso, compì numerose spedizioni nell’Africa Orientale in epoca coloniale – soprattutto in Eritrea e Abissinia. Realizzò dipinti dal vero dal notevole valore documentario.
Il suo interesse per soggetti esotici lo colloca tra gli artisti dell’Orientalismo italiano, con una declinazione particolare, poiché legata a una zona dell’Africa meno rappresentata e meno conosciuta in Occidente. La sua notorietà è soprattutto legata alle opere dedicate a Etiopia, Eritrea e Abissinia, nelle quali raffigurò paesaggi, figure e scene di vita locale.
Oggi, però, il nome di Augusto Valli è poco noto. Le sue opere sono molto rare sul mercato, tanto da rendere difficile reperire dei riferimenti affidabili. È maggiormente apprezzato in Emilia-Romagna, ma i lavori di qualità più elevata possono suscitare interesse anche in ambito internazionale.
Augusto Valli nacque a Modena nel 1867. Fin da giovanissimo frequentò l’Accademia di Belle Arti della sua città, dove seguì i corsi di Antonio Simonazzi e di Giovanni Muzzioli, con il quale strinse un profondo rapporto di amicizia. Inoltre, la vittoria del Premio Poletti gli consentì di ottenere una borsa di studio.
Esordì alla Triennale di Modena del 1881 ed espose successivamente alcune opere alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Già negli anni Ottanta dell’Ottocento — attratto dal vicino continente africano — compì i suoi primi soggiorni in Eritrea e in Etiopia. Nel 1890-1891 si recò nuovamente nel Corno d’Africa.
Insieme agli esploratori Capacci e Gagliardi intraprese un impegnativo viaggio che, partendo da Assab, lo condusse fino ad Addis Abeba, arroccata sulle montagne dell’Abissinia centrale, dopo aver attraversato le aride pianure dei Danakil. L’esperienza si rivelò estremamente fruttuosa dal punto di vista artistico.
Nel 1896 prese parte alla spedizione guidata dal conte Gian Pietro Porro, incaricata di esplorare la regione compresa tra Zeila e Harrar, in Abissinia. Trattenuto dal console britannico a Harrar — circostanza che gli salvò la vita — scampò al massacro nel quale caddero invece gli altri membri della missione italiana, uccisi dai guerriglieri dell’emiro Abdallah.
Il suo quarto e ultimo viaggio in Africa lo ricondusse tra Massaua e Asmara, in un’Eritrea che in quegli anni affascinò anche Michele Cammarano. Parallelamente, Valli partecipò a numerose esposizioni italiane: la Promotrice di Genova (1899 e 1902), la Società degli Amatori e Cultori di Roma (1903, 1904 e 1915) e l’Esposizione Internazionale di Roma del 1911. Negli anni Trenta tornò a esporre, figurando all’Esposizione d’Arte Coloniale di Roma del 1931 e a quella di Napoli del 1934.
Augusto Valli morì a Modena nel 1945.
Sebbene avesse ricevuto un’impostazione accademica tradizionale, lo spirito artistico di Augusto Valli non ne fu mai realmente attratto. Le sue opere sono infatti il frutto di un’iniziativa personale vivace e avventurosa, che lo portò in Africa nel pieno della giovinezza. Si ritiene che abbia compiuto quattro o cinque soggiorni africani, dedicando gran parte della sua produzione all’Eritrea e all’Abissinia.
In quegli anni l’interesse per l’Africa era molto acceso nella penisola, anche in vista delle prospettive coloniali dell’Italia. La scelta di Valli di concentrarsi sull’Etiopia rispondeva dunque a una tendenza diffusa, ma le sue opere si distinguono per il carattere autentico dell’esperienza maturata direttamente sul posto.
L’amore che nutriva per l’Abissinia non aveva però nulla di nazionalistico. Molti suoi dipinti, caratterizzati da pennellate sciolte che richiamano gli Impressionisti, riprendono gli aspetti più sereni della vita africana. Il suo è uno stile africanista segnato da una vena orientalista, rivolto a una parte dell’Africa orientale fino ad allora meno rappresentata rispetto al Nord. Augusto Valli predilige scene di vita quotidiana – soprattutto tranquille – cogliendone costumi, paesaggi e tradizioni, in un ritratto genuino dell’Africa orientale.
Esistono anche eccezioni, in cui l’artista affronta soggetti più idealizzati. Accanto a queste opere, realizzate soprattutto nella sua prima fase, Valli sviluppa poi un linguaggio più libero e immediato, fatto di riprese dal vero durante i suoi viaggi e di una profonda sensibilità per la luce e i colori tipici di quelle atmosfere.
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