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Sul mercato di Bruno Cassinari è possibile imbattersi in dipinti a olio, disegni, litografie, sculture e opere in ceramica. La pittura rappresenta il nucleo centrale della sua attività ed è il segmento che concentra la parte più significativa del suo collezionismo.
Le quotazioni dei dipinti a olio di Bruno Cassinari sono generalmente comprese tra i €700 e i €10.000, in base a dimensioni, datazione, qualità e soggetto. Le opere di formato più ampio, con soggetti affascinanti – in particolare figure femminili –, realizzate negli anni Cinquanta e caratterizzate da un’intensità cromatica, possono anche raggiungere cifre superiori.
Un esempio significativo è la vendita del 2010 di Figura di donna (1958), olio su tela di 110 x 45 cm, per circa €55.000. Sebbene il risultato (tra i più alti dell’artista piacentino) non sia recente, si tratta di un’ottima cifra raggiunta da un suo importante dipinto.
I disegni a china sono tendenzialmente valutati tra i €100 e i €1.000, con quotazioni che variano in base agli stessi aspetti dei dipinti. Riteniamo tuttavia che il mercato per le opere su carta sia molto selettivo.
Le sculture e le ceramiche di Cassinari mostrano una variabilità maggiore, con una forte differenza tra multipli e pezzi unici. Il valore delle sculture va mediamente dai €100 a oltre i €1.500.
Per una valutazione personalizzata della tua opera, è sempre consigliabile un’analisi specifica. Puoi contattarci: siamo specializzati negli esponenti del gruppo Corrente.
Le quotazioni indicate hanno carattere orientativo e rappresentano un nostro parere basato sull’esperienza diretta di mercato. Ogni opera d’arte va esaminata singolarmente e può presentare scostamenti anche significativi rispetto ai valori medi indicati. Le informazioni sono aggiornate sulla base dei dati disponibili al momento dell’ultima modifica (2026).
I dipinti di Bruno Cassinari hanno generalmente valori compresi tra i €700 e i €10.000, mentre i disegni a china tra i €100 e i €1.000. La loro stima varia in relazione a diversi fattori, principalmente: dimensioni, datazione, qualità e soggetto.
Uno dei migliori risultati di vendita per un'opera del pittore piacentino è di circa €55.000, cifra ottenuta dall'olio su tela Figura di donna (1958).
Le quotazioni delle sculture e delle ceramiche dell'artista spaziano tendenzialmente dai €100 a oltre i €1.500. Esiste una forte differenza di valore tra multipli e pezzi unici.
Bruno Cassinari è stato una figura di rilievo nel panorama artistico italiano del Novecento. Esponente del movimento Corrente, sviluppa un linguaggio figurativo capace di coniugare tensione espressiva e libertà sperimentale, in aperta distanza dagli schemi più accademici e tradizionali.
La sua opera si distingue per un’ampia varietà di soluzioni formali e tecniche. Attivo dagli inizi degli anni Quaranta fino ai primi anni Novanta, attraversa oltre cinque decenni di trasformazioni artistiche. Assimila influenze diverse e rinnova costantemente il proprio linguaggio. Nel corso di questo lungo percorso mantiene comunque una coerenza di fondo.
Dal punto di vista del mercato, la situazione risulta articolata. La pittura figurativa del secondo dopoguerra ha conosciuto, negli ultimi decenni, una generale flessione d’interesse. Anche artisti come Cassinari ne hanno risentito in termini di quotazioni. Permane tuttavia un collezionismo attento e selettivo, che continua a ricercare le opere più rappresentative e qualitative della sua produzione.
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Siamo costantemente aggiornati sui prezzi di mercato delle opere di Bruno Cassinari, grazie a un monitoraggio attento dei risultati di vendita. Nella nostra stima analizzeremo qualità, soggetto, dimensioni, datazione e importanza nella produzione dell'artista.
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Ricerchiamo in particolare i dipinti di Cassinari, specialmente quelli degli anni Cinquanta, da noi considerati un periodo cruciale della sua carriera. In caso di accordo, gestiremo noi la logistica.
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Bruno Cassinari nasce a Piacenza il 29 ottobre 1912. I primi anni di formazione si svolgono nella sua città natale, dove frequenta la scuola d'arte fino al 1929. La voglia di crescere lo porta però a trasferirsi a Milano, una delle città più vivaci e culturalmente stimolanti dell'epoca.
Qui inizia a frequentare l'Umanitaria e i corsi serali presso l'Accademia di Brera e il Castello. Nel 1934 entra ufficialmente all'Accademia di Brera, diplomandosi nel 1938. Questo periodo segna l'inizio della carriera artistica e dei primi contatti con il movimento Corrente.
Facevano parte di questo collettivo artisti come Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Ernesto Treccani e Giuseppe Migneco. Condividevano una comune avversione per gli schemi metafisico-novecenteschi e cercavano nuove strade espressive. Cassinari entra a far parte di Corrente, condividendone la ricerca.
Nel 1939 Duilio Morosini sottolinea i tratti distintivi del suo stile, elogiando il "calore" e la "sensualità calma e maturata" della sua pittura. Negli anni Quaranta le opere iniziano a ricevere riconoscimenti e premi. Vince il Premio Bergamo del 1941 e del 1942. La dedizione al colore è così profonda che Elio Vittorini, presentando la sua personale alla Bottega di Corrente nel 1941, lo definisce come qualcuno che "suda sangue" per catturare l'intensità cromatica nel lavoro.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale collabora con riviste come "Il '45" ed entra a far parte del Fronte nuovo delle arti. Compie inoltre diversi soggiorni in Francia. Nel 1952, alla XXVI Biennale di Venezia, viene onorato con una sala personale e riceve il Gran Premio della Pittura Italiana ex aequo con Alberto Salietti.
Negli anni Cinquanta e Sessanta intraprende una nuova direzione artistica, abbandonando il realismo in favore di una pittura geometrica e semplificata. Questa fase vede la nascita della serie delle "Pupazze", opere che rappresentano un ideale femminile fuori dal tempo e dalla corruzione del mondo, con uno stile che oscilla tra il totem e la bambola infantile.
Nel 1962 decora il palazzo della Shell a Londra e l’altare per la chiesa di Metanopoli a Milano. Si dedica anche alla grafica, illustrando opere letterarie come l'Aminta di Tasso e i Carmi di Catullo. Nel 1966 affronta una profonda crisi personale dopo la morte della madre. Questo evento lo spinge a ritornare a Gropparello, il suo paese natale.
Muore a Milano nel marzo 1992.
I cavalli hanno un posto di rilievo nell’opera di Bruno Cassinari, soprattutto a partire dagli anni Settanta. Diventano un tema ricorrente ripreso attraverso diversi medium. Litografie, acqueforti, chine, oli e bronzi sono una testimonianza della versatilità con cui l’artista affronta questo soggetto.
Cassinari ne indaga l’energia e il dinamismo attraverso un segno vibrante e modulazioni cromatiche intense. Ciò che caratterizza queste raffigurazioni è il costante senso di movimento. I cavalli sono colti in una tensione continua, attraversati da una forza vitale che ne amplifica il fascino e la potenza espressiva.
Ecco un elenco di alcune delle opere più conosciute di Bruno Cassinari:
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