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Le quotazioni di Dadamaino (Edoarda Emilia Maino), pittrice protagonista dei linguaggi d’avanguardia milanesi del secondo dopoguerra, possono rappresentare un riferimento interessante per i collezionisti che possiedono una sua opera. La sua produzione si articola in diverse serie che, a partire dai Volumi, si sviluppano nei Rilievi, negli Oggetti ottico-dinamici, nei Componibili, nei Cromorilievi e in altre sperimentazioni.
La distinzione più rilevante nei prezzi riguarda le opere su carta rispetto alle tele, anche se il valore di ciascun lavoro dipende anche da fattori come dimensioni e serie di appartenenza. In linea generale, le opere su carta di Dadamaino hanno quotazioni comprese tra i €700 e i €9.000, mentre le tele variano dai €4.000 a oltre i €35.000.
Il record di vendita per un’opera dell’artista è attualmente di €204.300, ottenuto nel 2015 con Oggetto Ottico-Dinamico (1962), una creazione cinetica dalla forma romboidale di 100 x 100 cm. Si tratta di un lavoro emblematico della sua ricerca sulla percezione visiva, sempre mutevole agli occhi dello spettatore. I pezzi più ricercati del suo repertorio restano i Volumi e gli Oggetti Ottico-Dinamici di grandi dimensioni.
Le quotazioni riportate hanno valore puramente indicativo. Per una valutazione personalizzata è consigliabile rivolgersi ai nostri esperti, specializzati in Arte Moderna.
€700 - €9.000
€4.000 - €35.000
€204.300
Figura centrale del panorama artistico milanese della seconda metà del Novecento, Dadamaino è stata una pittrice e artista di grande originalità. La sua ricerca si colloca inizialmente all’interno dello Spazialismo, per poi evolversi verso l’Arte Cinetica, ambito nel quale raggiunse risultati di rilievo internazionale. Contribuì così a definire i linguaggi d’avanguardia nella Milano della sua epoca.
Le sue opere, spazialiste, cinetiche e percettive, si distinguono per l’uso di vuoti, trasparenze e modulazioni ottiche. Nella sua indagine artistica ha esplorato lo spazio, la forma, il colore e la percezione visiva, realizzando dapprima lacerazioni sulla tela e in seguito complesse strutture dinamiche.
Oggi Dadamaino è considerata una figura di grande interesse, inizialmente apprezzata soprattutto dal pubblico milanese ma ormai riconosciuta in un contesto ben più ampio. Le sue opere compaiono di rado sul mercato e ottengono quotazioni solide e crescenti.
Alla luce della rivalutazione del contributo femminile nella storia dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri, si può riconoscere quanto il lavoro di Dadamaino sia stato significativo e innovativo soprattutto tra gli anni ’60 e ’90 del Novecento.
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La valutazione sarà curata dai nostri specialisti, profondi conoscitori del panorama artistico milanese tra gli anni ’60 e ’90. Grazie all’esperienza maturata su vita, opere, mercato e quotazioni di Dadamaino, siamo in grado di offrire stime sempre in linea con i valori correnti delle sue creazioni. Per un’analisi accurata dell’opera, prenderemo in considerazione supporto, dimensioni, serie di appartenenza e rilevanza artistica.
Come spiegato nel paragrafo dedicato alle quotazioni, la principale distinzione nelle valutazioni riguarda la tecnica: opere su carta o su tela. In generale, i lavori più ricercati del repertorio di Dadamaino sono i Volumi e gli Oggetti ottico-dinamici di grande formato. Si tratta di opere molto ambite, che mettono in luce la poliedricità della pittrice: i primi legati alla sua ricerca spazialista, i secondi a quella cinetica.
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Siamo interessati ad acquistare opere di Dadamaino, in particolare i Volumi e gli Oggetti ottico-dinamici di grandi dimensioni, ma valutiamo con attenzione gran parte del suo repertorio. La consideriamo una figura di straordinaria importanza e innovazione nella scena artistica milanese della seconda metà del Novecento, tra le artiste italiane più rilevanti della sua epoca.
Il potenziale acquisto sarà esaminato dai nostri esperti, specializzati nelle quotazioni di Dadamaino. La nostra competenza nel mercato dell’artista ci permette di condurre trattative sempre in linea con i valori correnti. Una volta raggiunto l’accordo, ci occuperemo direttamente anche degli aspetti logistici.
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Edoarda Emilia Maino, conosciuta in arte con lo pseudonimo Dadamaino, nacque il 2 ottobre 1930 a Milano. Figlia di Giovanni ed Erina Saporiti, trascorse l’infanzia in parte durante gli anni della Seconda guerra mondiale, che visse in un piccolo comune della provincia di Varese. Tornata a Milano nel 1945, dopo aver concluso gli studi classici, si iscrisse alla Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco.
In quegli anni ammirò i primi lavori di Lucio Fontana, che le suscitarono un fascino tale da spingerla a intraprendere un percorso artistico prevalentemente autodidatta. Debuttò a una mostra minore a Sesto Calende, il Premio Cesare, dando così inizio a una carriera artistica prolifica.
Già nel 1957, in occasione della I Mostra dell’Autoritratto di Milano, espose accanto a protagonisti del panorama artistico milanese come Enrico Baj e Piero Manzoni, con il quale strinse una solida amicizia e una proficua collaborazione. Negli anni successivi partecipò a numerose collettive e personali, sia in Italia che all’estero, ottenendo una fama sempre crescente.
Nel 1969 espose a Zagabria e a Johannesburg, mentre nel 1980 presentò una sala personale alla 39ª Biennale di Venezia. Nel corso dei decenni successivi, dagli anni Sessanta fino ai Novanta, il suo nome figurò regolarmente nelle principali rassegne di gallerie lombarde e internazionali, al fianco di altri artisti innovatori.
Dadamaino si spense nell’aprile del 2004.
A partire dagli anni ’60, l’arte di Dadamaino si impone come uno dei linguaggi più innovativi e avanguardistici della scena milanese. La sua prima serie in questa direzione è quella dei Volumi. Realizzati nei primi anni del suo percorso, questi lavori consistono in tele monocrome perforate da fori, ellittici o circolari, che dialogano apertamente con il linguaggio di Lucio Fontana.
Con i Volumi, Dadamaino indaga lo spazio attraverso perforazioni e lacerazioni della superficie pittorica. Non vi è alcun intento figurativo: l’opera è costituita esclusivamente da buchi che tagliano il supporto, in un linguaggio essenziale e minimalista in cui il vero protagonista è il vuoto. Una sintesi che si colloca pienamente nell’orizzonte spazialista.
Successivamente, la sua ricerca si amplia con Rilievi, Oggetti ottico-dinamici, Componibili, Cromorilievi e molte altre sperimentazioni. In questi lavori Dadamaino gioca con la percezione visiva dello spettatore, avvicinandosi all’arte cinetica e confrontandosi, di fatto, con i grandi nomi internazionali.
La sua indagine si concentra così sul colore, sul volume e sulla forma, sul mutamento della percezione ottica in base alla posizione di chi osserva. Emergono quindi elementi di grande interesse, sostenuti anche da una sensibilità femminile: il ruolo attivo dello spettatore e il dinamismo che trasforma l’opera in un continuo movimento, due caratteristiche in netta opposizione all’arte tradizionale.
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