EMILIO ISGRÒ QUOTAZIONI

La ricerca artistica di Emilio Isgrò è caratterizzata da una forte riconoscibilità, legata soprattutto alle sue celebri cancellature, oggi divenute il suo segno distintivo. La produzione dell’artista di Barcellona di Sicilia abbraccia diverse tecniche e supporti: interventi su libri, opere su tela (o tavola), lavori su carta, multipli grafici e altre sperimentazioni.

Le sue opere più iconiche sono le cancellature su libri, che — sulla base della nostra esperienza — hanno generalmente quotazioni da €10.000 a oltre €60.000. I lavori più ricercati sono quelli realizzati tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, che tendono a raggiungere i valori più elevati.

Il miglior risultato di vendita di cui siamo a conoscenza per un’opera di Isgrò è attualmente di circa €235.000, cifra raggiunta nel 2019 da Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971), una composizione di sette tavole con dimensioni complessive di 160 × 135 cm. Si tratta di un esito particolarmente significativo, ottenuto da un lavoro di grande importanza.

Le opere su carta presentano, sempre secondo la nostra esperienza, valori che vanno indicativamente da €2.000 a oltre €20.000, in relazione a dimensioni, datazione e composizione (ossia al rapporto tra testo visibile e parti cancellate).

Tra i passaggi più recenti sul mercato si segnalano Fratelli in bianco (2009), tecnica mista su carta (21 × 29 cm), proposta nel dicembre 2025 con una stima di €3.500–4.500, e Libro cancellato (1968), libro e inchiostro in plexiglass (40 × 60 × 10 cm), stimato €40.000–60.000 nello stesso periodo. Questi esempi evidenziano bene le differenze di valore legate a tecnica e datazione.

I multipli grafici (principalmente serigrafie), invece, presentano mediamente — a nostro giudizio — valori compresi tra €100 e €500.

Per una valutazione personalizzata, è possibile consultarci.

Nota sulle quotazioni

Le quotazioni indicate hanno carattere orientativo e rappresentano un nostro parere basato sull’esperienza diretta di mercato. Ogni opera d’arte va esaminata singolarmente e può presentare scostamenti anche significativi rispetto ai valori medi indicati. Le informazioni sono aggiornate sulla base dei dati disponibili al momento dell’ultima modifica (2026).

Chi è Emilio Isgrò?

Emilio Isgrò è un artista, poeta e scrittore italiano nato in Sicilia nel 1937, protagonista della scena contemporanea. È noto soprattutto per le sue celebri cancellature, opere in cui oscura parti di testi stampati. Attraverso questo gesto, trasforma la parola scritta in immagine e ne altera il significato.

Il suo lavoro indaga il linguaggio, la memoria e i meccanismi della comunicazione. È proprio questa ricerca a renderlo una figura centrale dell’arte concettuale italiana.

Dal punto di vista del mercato, le opere di Isgrò sono piuttosto presenti. La sua produzione è complessivamente ampia, anche se è raro imbattersi nei lavori più significativi degli anni Sessanta e Settanta, che sono i più ambiti dai collezionisti.

Biografia di Emilio Isgrò

Emilio Isgrò nasce il 6 ottobre 1937 a Barcellona di Sicilia, in provincia di Messina. Nel 1956 si trasferisce a Milano, dove dà avvio alla sua carriera artistica. A partire dal 1964 realizza le prime cancellature, destinate a diventare il fulcro della sua ricerca.

Due anni dopo tiene la sua prima mostra personale a Padova, segnando l’inizio di una lunga serie di partecipazioni a esposizioni, sia individuali che collettive. Nel 1966 espone alla Galleria Il Traghetto di Venezia, mentre negli anni successivi è presente in diverse realtà milanesi.

Dal 1972 prende parte alla Biennale di Venezia, manifestazione alla quale tornerà per altre tre edizioni. Nel 1977 espone alla Biennale di San Paolo, dove si aggiudica la medaglia d’oro.

Emilio Isgrò Opere - Stile e Caratteristiche

Le cancellature: l’arte di togliere per rivelare

Le cancellature di Emilio Isgrò rappresentano uno dei gesti più radicali e riconoscibili dell’arte contemporanea italiana. A partire dagli anni Sessanta, l’artista interviene su libri, enciclopedie e testi stampati oscurandone gran parte, lasciando visibili solo poche parole. Non si tratta di distruzione, ma, al contrario, di un atto creativo.

L’artista siciliano sceglie di togliere per far emergere nuovi significati. Le cancellature trasformano la parola in immagine e il linguaggio in forma concettuale, aprendo a molteplici e spesso ambigue interpretazioni. Il lavoro di Isgrò diventa così un invito a interrogarsi su ciò che resta e su ciò che viene nascosto.

La sua ricerca dialoga idealmente con altri protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Come Lucio Fontana incide la tela per andare oltre la superficie, Isgrò cancella il testo per superarne il significato convenzionale. E, in modo diverso, condivide con Piero Manzoni l’idea che il gesto artistico possa ridefinire completamente l’oggetto.

Emilio Isgrò sviluppa però una cifra del tutto personale: nelle sue cancellature convivono ironia, poesia e una sottile riflessione politica sulla memoria e sui meccanismi della comunicazione.

Opere

Di seguito alcune delle sue opere note:

  1. Le virgole (1966)
  2. Libro cancellato (1968)
  3. "Enciclopedia Treccani Volume XV (Professore, foglie)" (1970)
  4. Libro cancellato (1970)
  5. Dichiaro di non essere Emilio Isgro (1971)
  6. Natura Loci (1971)
  7. Una vittima innocente (1971)
  8. In infinitum (1971)
  9. Vitale (1972)
  10. Un’opera che verrà (1972)
  11. La sicurezza (1972)
  12. Totale doppio (1974)
  13. Fatti (1974)
  14. Giallo Botticelli (1996)
  15. Scilla e Cariddi (2004)
  16. L'Italia che dorme (2010)
  17. Ombre manuziane (2014)
  18. Paolo non voleva (2017)

Autore

  • Esperto di arte italiana del XIX e XX secolo, specializzato nell’analisi del mercato, nella valutazione e nello studio storico-artistico dei principali artisti e movimenti dell’epoca.