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La produzione di Luigi Bartolini coniuga la grande tradizione incisoria con una sensibilità pienamente moderna, trasformando l'acquaforte in uno strumento di intensa espressione poetica. Il suo linguaggio, essenziale e raffinato, coglie gli aspetti più autentici della quotidianità, restituendoli con straordinaria ricchezza atmosferica e profonda suggestione.
Il suo repertorio comprende soprattutto un vasto corpus di acqueforti – alcune molto diffuse, altre decisamente rare – oltre a una più contenuta produzione di dipinti a olio. Per comprenderne le quotazioni è opportuno distinguere innanzitutto le diverse tecniche. A differenza di quanto avviene per molti altri artisti, infatti, il nucleo più apprezzato e ricercato della produzione di Bartolini sono proprio le opere grafiche.
Indicativamente, le acqueforti di Luigi Bartolini incontrano valutazioni da circa €200 a oltre €2.000. Il valore di ciascun esemplare dipende principalmente dal soggetto, dalla rarità, dalla tiratura e dallo stato di conservazione. Nell'ottobre 2025, ad esempio, è stata proposta sul mercato Nobile fagiano (1954), acquaforte di 30 × 25 cm, con una stima di €200-300.
Non è raro che una stessa incisione sia conosciuta in più stati, corrispondenti ai successivi interventi dell'artista sulla lastra. I primi stati sono generalmente considerati i più pregiati e ricercati dai collezionisti. Recentemente, ad esempio, ci è stata richiesta la valutazione di La finestra del solitario, una delle sue incisioni più apprezzate, della quale sono noti tre stati. Per un esemplare del primo stato abbiamo ritenuto che la stima fosse di €1.500-2.500, mentre per un esemplare del terzo stato di €600-900.
Le aggiudicazioni superiori a €2.000 sono infrquenti e riguardano solitamente gli esemplari più rari, meglio conservati e maggiormente richiesti dal mercato. Il record di vendita noto per un'acquaforte di Luigi Bartolini è di circa €6.500, stabilito nel 2024 dalla rara Storia del Martin Pescatore (1935), acquaforte di 35 × 50 cm. Un risultato che conferma il forte interesse collezionistico riservato alle sue incisioni più importanti.
Per quanto riguarda i dipinti a olio, le stime si collocano generalmente tra €200 e €1.000, pur con esiti anche superiori per le opere più significative. La valutazione dipende da qualità esecutiva, soggetto, datazione e dimensioni. Gli oli sono tendenzialmente meno frequenti sul mercato rispetto alle incisioni e, nella nostra esperienza, suscitano un interesse collezionistico più contenuto. Ciò si traduce, nella maggior parte dei casi, in valutazioni inferiori.
Ricordiamo che le quotazioni indicate hanno carattere puramente orientativo. Per ricevere una valutazione personalizzata o per proporci la vendita della tua acquaforte o del tuo dipinto di Luigi Bartolini, non esitare a contattarci.
da €200 a oltre €2.000
circa €6.500
da €200 a oltre €1.000
Luigi Bartolini è un artista dal profilo indipendente, difficile da ricondurre a una corrente precisa. Pur operando nel pieno del Novecento italiano, rimane ai margini delle avanguardie e dei movimenti organizzati, sviluppando un linguaggio del tutto personale, profondamente radicato nella tradizione naturalista ottocentesca. Nell'ambito dell'incisione è considerato uno dei maggiori acquafortisti italiani del secolo e viene spesso accostato a Giorgio Morandi; si afferma inoltre come pittore e scrittore.
Oggi Bartolini gode di una solida reputazione, soprattutto nel campo dell'incisione. Non è un caso che le sue acqueforti siano generalmente più ricercate e apprezzate dei suoi dipinti a olio. Sebbene le sue quotazioni siano contenute e sensibilmente inferiori ai prezzi delle opere di Giorgio Morandi, il suo mercato è sostenuto da un collezionismo nazionale, competente e appassionato.
L'ampiezza della sua produzione rende le sue opere piuttosto frequenti sul mercato, anche se non tutte suscitano il medesimo interesse da parte dei collezionisti. Tra le incisioni più ambite di Luigi Bartolini figurano Storia del Martin Pescatore, Grande Conchiglia, Finestra del solitario e Scarabeo Ercole, acqueforti che raggiungono tendenzialmente quotazioni ben superiori alla media della sua produzione.
Luigi Bartolini nasce a Cupramontana, in provincia di Ancona, l'8 febbraio 1892, da Giuseppe e Vittoria Bonci. Cresce in una famiglia caratterizzata da una spiccata sensibilità artistica: il padre, maestro elementare, dipinge nel tempo libero e tra i parenti figura anche un noto insegnante di disegno e prospettiva.
Compie i primi studi a Jesi, dove consegue la licenza tecnica, per poi trasferirsi a Siena. Successivamente si stabilisce a Roma, dove frequenta l'Istituto di Belle Arti, seguendo parallelamente corsi universitari di lettere e medicina.
Nel 1914 Luigi Bartolini si avvicina all'incisione all'acquaforte, tecnica destinata a diventare il fulcro della sua ricerca artistica. Soggiorna anche a Firenze, dove è allievo di Giovanni Fattori. Allo scoppio della Prima guerra mondiale combatte sul Carso e sul Piave, distinguendosi al punto da essere decorato con la medaglia di bronzo al valor militare. Al termine del conflitto, nel 1919, riprende l'attività artistica.
Negli anni successivi vive tra Macerata e Roma, affiancando alla produzione artistica un'intensa attività espositiva per promuovere la propria opera. Nel 1923 tiene una mostra personale alla Casa d'Arte Bragaglia, dove espone alcune delle sue prime acqueforti. Nello stesso anno partecipa all'esposizione della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma ed entra in contatto con l'ambiente culturale romano, stringendo rapporti con artisti quali Ferruccio Ferrazzi, Carlo Socrate, Gisberto Ceracchini e Francesco Di Cocco.
Nel 1925 Luigi Bartolini prende parte anche alla Biennale di Roma. I primi importanti riconoscimenti giungono dopo il 1927. Nel 1928 ottiene il premio letterario del quotidiano La Tribuna e partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, manifestazione alla quale prenderà parte quasi ininterrottamente fino al 1962. L'anno successivo sposa Adalgisa Zambon, ma il matrimonio durerà soltanto pochi anni.
Tra il 1926 e il 1928 insegna disegno a Pola. Tornato nelle Marche, si stabilisce per lungo tempo a Osimo, città che, insieme alla natia Cupramontana, ricorre frequentemente nelle sue incisioni. Nel 1931 partecipa alla I Quadriennale Romana; nel 1932 consegue a Firenze il massimo riconoscimento per l'incisione, ex aequo con il suo amico Giorgio Morandi. L'anno seguente, mentre insegna a Bari, entra in aperto contrasto con il regime fascista.
Gli viene ritirata la tessera del partito, viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Ancona; è quindi confinato a Montefusco, in provincia di Avellino, e infine inviato come sorvegliato politico a Merano, dove rimane fino al 1938. Nel 1935 è nuovamente premiato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1939 vi consegue la medaglia d'oro per l'incisione. Nel 1942 Luigi Bartolini riceve il premio per l'incisione anche alla Biennale di Venezia.
Nel 1960 viene nominato accademico di San Luca. Muore a Roma nel maggio del 1963.
L'attività di Luigi Bartolini si articola tra incisione, pittura e scrittura, ma è soprattutto nell'incisione che raggiunge i suoi esiti più alti. Con un intimismo che richiama quello dell'amico Morandi, con il quale condivide la passione per l'acquaforte, realizza opere solo apparentemente semplici, ma di straordinaria raffinatezza tecnica, evidente nei delicati passaggi tonali e chiaroscurali, animate da una profonda intensità poetica.
Poco incline all'ordine, Luigi Bartolini realizza, secondo le stime, oltre duemila lastre all'acquaforte, tecnica che pratica dal 1914 fino agli ultimi anni della sua vita. Il suo linguaggio figurativo affonda le radici nella tradizione naturalista italiana dell'Ottocento, con richiami ai Macchiaioli, senza tuttavia rinunciare al confronto con i grandi maestri dell'incisione, primo fra tutti Rembrandt.
Attraverso l'acquaforte Bartolini coniuga modernità e tradizione, originalità e cultura figurativa, dando vita a un linguaggio personale, lirico e immediatamente riconoscibile. Le sue opere colgono con straordinaria sensibilità gli aspetti più umili e autentici del quotidiano: interni domestici, nature morte, scene di vita, animali, paesaggi rurali marchigiani e figure femminili diventano occasione per restituire un universo intimo, sospeso e pervaso di poesia.
Le sue incisioni prendono avvio da un disegno preparatorio, successivamente trasferito sulla lastra. Nella maggior parte dei casi, il bianco e nero dell'acquaforte diviene, più del colore, il mezzo privilegiato per esaltare la forza espressiva dell'immagine: con pochi segni essenziali l’artista marchigiano riesce a fissare istanti, oggetti e atmosfere, trasformando l'essenzialità della rappresentazione in un racconto di intensa suggestione poetica.
Anche la pittura di Luigi Bartolini, sebbene meno celebrata rispetto all'attività incisoria, si sviluppa secondo una sensibilità affine. Predilige interni domestici, ritratti di familiari e amici, nature morte e paesaggi, interpretati attraverso una pennellata ampia e una tavolozza dai colori intensi e vibranti.
Di seguito alcune delle sue acqueforti più note ed allo stesso tempo più rare (alcune potrebbero essere esemplari unici):
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