
RENATO MAMBOR QUOTAZIONI
Le quotazioni dei dipinti di Renato Mambor sono generalmente comprese tra i €1.000 e i €25.000, in relazione a soggetto, qualità, tecnica, dimensioni e periodo di realizzazione. Le punte di prezzo sono raggiunte dai grandi quadri degli anni Sessanta, realizzati sia su tela che su carta. Il record di vendita noto per un’opera dell’artista è attualmente di €81.600, raggiunto nel 2006 da Diario (1967), una grande composizione di 13 elementi.
Ricordiamo che le quotazioni indicate hanno carattere puramente orientativo e sono basate sulla nostra esperienza diretta di mercato e sull’analisi di risultati d’asta pubblici. Per una valutazione personalizzata, è opportuno consultarci: siamo specializzati nella Pop Art a Roma.
Valori indicativi aggiornati sulla base delle informazioni disponibili al momento dell’ultima modifica (2026). Ogni opera d’arte costituisce un caso a sé e deve essere esaminata singolarmente: può presentare scostamenti anche significativi rispetto ai valori medi indicati.
FASCIA DI PREZZO:€1.000 - €25.000
VALORE DELLE OPERE SU CARTA
Le opere su carta di Renato Mambor, dunque disegni, bozzetti, tempere ma anche acrilici, hanno dei valori mediamente compresi tra i €1.000 e i €7.000. Gli acrilici degli anni Sessanta, caratterizzati da una composizione ricca di dettagli e figure, sono i lavori più ambiti su questo supporto
VALORE DELLE OPERE SU TELA
I dipinti su tela del pittore romano hanno delle quotazioni generalmente comprese tra i €3.000 e i €25.000. Anche su questo supporto, le opere più ambite sono i grandi quadri degli anni Sessanta.
Renato Mambor Quotazioni, Prezzi e Valori Opere
Criteri di Valutazione dei suoi Dipinti
La stima di un dipinto di Renato Mambor richiede una valutazione attenta di diversi fattori. Uno dei fattori più rilevanti è sicuramente il periodo di realizzazione, quindi la datazione. In termini di mercato, le opere più ambite del pittore romano sono quelle degli anni Sessanta e Settanta. Sono considerati i periodi migliori della sua produzione e le opere di quegli anni raggiungono generalmente le quotazioni più elevate.
La qualità artistica è un altro aspetto fondamentale. Questa, seppur abbia anche degli aspetti soggettivi, si può definire esaminando la ricchezza della composizione, la vivacità dei colori e la resa estetica. Anche il soggetto è un elemento di particolare peso. Le sagome di figure umane sono le iconografie più richieste della sua produzione.
La storia, le dimensioni, lo stato di conservazione sono altri criteri da prendere in considerazione.
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La valutazione verrà eseguita dai nostri esperti, specializzati nei protagonisti della Pop Art romana. Vantiamo una profonda competenza in Renato Mambor che ci rende in grado di eseguire delle stime aggiornate ai valori correnti. Per garantire un’analisi accurata, esamineremo: tecnica, soggetto, dimensioni, qualità e datazione.
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Siamo interessati ad acquistare opere di Renato Mambor, con particolare attenzione ai grandi dipinti degli anni Sessanta con sagome di figura umana. Riteniamo che sia stato uno dei nomi più importanti della Scuola di Piazza del Popolo, un interprete significativo della Pop Art italiana.
Il potenziale acquisto della tua opera verrà studiato dai nostri esperti, specializzati nelle quotazioni di Renato Mambor. La nostra conoscenza dell’opera dell’artista romano ci rende in grado di condurre delle trattative sempre aggiornate ai valori correnti. Raggiunto un accordo, seguiremo noi la logistica.
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Biografia di Renato Mambor Pittore
Renato Mambor nasce a Roma il 4 dicembre 1936. Figlio di un benzinaio, coltiva la propria vocazione artistica fin da giovanissimo. Si avvicina presto agli esponenti della Scuola di Piazza del Popolo, tra cui Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli.
Con loro frequenta il Caffè Rosati e la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, entrando in contatto con altri giovani artisti come Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi e molti altri. Nel 1959 Mambor espone per la prima volta presso la Galleria L’Appia Antica di Roma. Partecipa poi con regolarità alle mostre della Galleria La Tartaruga negli anni ’60.
Si cimenta anche nella fotografia e nel cinema, ottenendo un ruolo – seppur minore – nel capolavoro di Federico Fellini La dolce vita. Nel 1966 decide di trasferirsi negli Stati Uniti insieme all’amico Mario Ceroli. Entra in contatto con la Pop Art di Andy Warhol, seppur non si senta mai in sintonia con il vivace e colorato stile di quella corrente.
Durante gli anni Settanta si stabilisce a Milano. In questo periodo si dedicando principalmente al teatro. Dopo una pausa di circa un decennio dalla pittura, Renato Mambor decide di tornare a dipingere. Muore a Roma nel dicembre 2014.
Renato Mambor Opere – Stile e Caratteristiche
Oltre le convenzioni: L’Estetica Popolare di Renato Mambor e la Ricerca dell’Essenza Visiva
L’arte di Renato Mambor si distingue per la sua capacità di sfidare le convenzioni artistiche e di esplorare l’essenza stessa della rappresentazione visiva. Attraverso un’estetica popolare, ha rivoluzionato l’approccio all’arte informale, allontanandosi dall’enfasi drammatica tipica di quel movimento per abbracciare una prospettiva più personale e coinvolgente. Negli anni ’60, in particolare, ha intrapreso un viaggio di profonda introspezione, analizzando i codici linguistici e le icone della nascente società di massa.
Da queste riflessioni sono nate le sue famose opere “timbri”, in cui sagome antropomorfe venivano ripetute in modo quasi meccanico sulla tela, conferendo loro un carattere asettico e impersonale. Inoltre, Mambor ha creato immagini-icona in cui oggetti, persone e animali venivano rappresentati nella loro essenza più pura, distaccati dai loro contesti originali e collocati in ambientazioni illogiche e stranianti. Questo approccio evidenzia l’influenza dei corsi di cartellonismo e fotografia frequentati dal pittore, i quali hanno contribuito a conferire uno stile distintivo alle sue opere, caratterizzato dalla riduzione e semplificazione estrema delle forme.
Le immagini di Renato Mambor presentano oggetti tipici delle sue opere, come uomini, treni, letti, famiglie, alberi, macchine da scrivere o mezzi di trasporto, privati di ogni riferimento temporale o spaziale. Questo processo di astrazione, attraverso la rimozione dei colori naturali e delle linee grafiche complete, libera le figure dall’atmosfera pittorica che le lega solitamente al loro ambiente naturale, consentendo loro di esistere al di là delle convenzioni spazio-temporali.
Si potrebbe interpretare l’approccio di Mambor come un tentativo di scoprire ciò che rimane dell’oggetto una volta privato di ogni attributo storico della sua percezione visiva. Le sue opere diventano così simboli grafici di aneddoti senza un destino specifico, invitando lo spettatore a riflettere sulla natura mutevole della rappresentazione visiva e sulla nostra capacità di cogliere l’essenza dei nostri oggetti quotidiani al di là delle convenzioni temporali e spaziali.
In questo modo, l’opera di Renato Mambor apre le porte a una nuova comprensione del nostro mondo, spingendoci a esplorare la relazione tra forma e significato, tra oggetto e percezione, e a riflettere sulle molteplici sfaccettature della realtà che ci circonda.
Quadri
Di seguito alcune delle sue opere più note:
- Domenica (1963)
- Stadio (1963)
- La partita di pallone (1965)
- La mano e il tavolo (1965)
- Vola (1965)
- Figure (1966)
- Uomo torre (2006)
- Spogliarsi (2008)
- Naufragio con spettatori (2008)
- Giochi proibiti (2010)
- Acqua tranquilla (2012)


