Bruno Munari Quotazioni.

Bruno Munari (1907 - 1998)

QUOTAZIONI

Le quotazioni di Bruno Munari per i dipinti vanno dai €1500 ad oltre i €15.000. I quadri più ricercati dell’artista sono i negativo – positivo. Le sculture hanno quotazioni simili o leggermente superiori, in alcuni casi possono superare anche i €15.000. I lumi, i mobili, gli arazzi, le ceramiche e tutti gli oggetti di design hanno quotazioni inferiori rispetto ai dipinti.

N.B: Le stime precedenti sono puramente indicative ed andrebbero accompagnate dalla visione approfondita di un nostro esperto.

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biografia

Nasce a Milano nel 1907; grafico, designer, pittore, scultore. Intorno al 1927 aderisce al movimento futurista milanese, partecipando da quell’anno alle più importanti mostre futuriste della seconda metà degli anni ’20 e della prima metà dei Trenta. In particolare è presente nel ’29 in Trentatré futuristi alla galleria Pesaro di Milano, nel 1929-30 in Peintres futuristes italiens alla Galerie 23 a Parigi, nel 1930 alla Mostra futurista architetto Sant’Elia e 23 pittori futuristi, poi alla Mostra futurista di aeropittura e di scenografia, sempre alla galleria Pesaro, e infine in Enrico Prampolini et les aeropeintres futuristes italiens a Parigi.

Gli inizi

Con il gruppo futurista partecipa alle Biennali di Venezia del 1932, 1934, 1936, e sempre con i futuristi, alla I Quadriennale romana del 1931 e del 1935; alle Triennali di Milano del 1933, del 1936 e 1939. Pubblica Il cantastorie di Campari e nel 1933 illustra L’anguria lirica, la famosa «litolatta» di Tullio d’Albisola.  Firma il Manifesto tecnico dell’aero-plastica futurista. Nello stesso anno espone «oggetti metafisici» alla galleria del Milione, a Milano. Comincia ad esporre nel ’33 le prime “macchine inutili”, svolgendo in questi anni ricerche nell’ambito del design. Compie analisi e sperimentazioni all’interno del processo della visione anche attraverso l’elaborazione di fotogrammi. L’interesse alle problematiche sperimentali della civiltà tecnologica caratterizza il suo lavoro all’interno dell’astrattismo del secondo dopoguerra.

Astrattismo

Nel 1930 Munari esegue la sua prima scultura astratta, la Macchina aerea, seguita dalle Macchine inutili, formate da elementi geometrici librati nello spazio e quindi mobili.  Realizza una serie di fotogrammi seguendo le ricerche di Man Ray e Moholy-Nagy. Dal 1935 esegue anche dipinti astratti, interessandosi in particolare all’analisi dei processi della visione. Successivamente progetta libri per bambini ed esegue la sua prima opera cinetica a motore, riprodotta nel 1963 in più esemplari (Ora X). Inizia poi la serie dei «concavi-convessi» seguita da quella dei «positivi-negativi», seguiti da molti altri lavori in cui l’autore prosegue l’intenzionalità sperimentale e la ricerca avviata negli anni Trenta. Le Sculture ada viaggio, i Fossili del duemila, il Polariscop, Flexy, infatti, sono inventivamente libere, oltre che risultato di una progettazione rigorosa. Munari è anche designer notissimo ed autore di molti libri teorici

Bibliografia: ANNITRENTA a cura del Comune di Milano

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