Don Angelo Rescalli
Immagine rielaborata digitalmente a scopo illustrativo

DON ANGELO RESCALLI QUOTAZIONI

La produzione di Don Angelo Rescalli è incentrata soprattutto sul paesaggio e si distingue per una profonda dimensione spirituale. Attraverso un linguaggio inizialmente divisionista — adottato con un certo ritardo rispetto alla stagione più vitale del movimento — l'artista raffigura borghi, montagne, chiese e vedute immerse in atmosfere crepuscolari e contemplative. Nelle opere più riuscite, suggestioni luministiche, silenzio e poesia si fondono, trasformando il panorama in uno spazio di meditazione interiore.

I suoi dipinti, in particolare oli su tavoletta di piccolo e medio formato, compaiono relativamente con una certa frequenza sul mercato. Le quotazioni si collocano generalmente tra €500 e €2.000 (in funzione di qualità, soggetto, dimensioni e periodo), ma possono raggiungere cifre superiori i lavori di particolare importanza.

Tra le opere di Don Angelo Rescalli oggi maggiormente apprezzate figurano gli scorci ambientati in panorami notturni o crepuscolari, caratterizzati da intensi effetti luministici, soprattutto quando realizzati con tecnica divisionista prima degli anni Quaranta.

Il record di vendita documentato per questo artista-sacerdote risale al 2002 ed è di circa €16.000. È stato ottenuto da Pax (1920), olio su tela di 89 × 69 cm, un dipinto che racchiude molte delle caratteristiche più ricercate del repertorio di Don Angelo Rescalli e rappresenta uno dei suoi migliori esiti divisionisti. L'opera evidenzia infatti una marcata scomposizione del colore in punti. Va comunque ricordato che tale risultato di vendita è stato conseguito in una fase di mercato ben diversa da quella attuale.

Ricordiamo che le quotazioni indicate sono puramente orientative. Per una valutazione personalizzata o per vendere il tuo quadro di Don Angelo Rescalli, è possibile contattarci.

QUOTAZIONI MEDIE:€500 - €2.000

Chi è Don Angelo Rescalli?

Don Angelo Rescalli è un tardo esponente del Divisionismo: adotta questa tecnica in una fase ormai avanzata della sua parabola storica, ma ne sviluppa un'interpretazione personale, ottenendo risultati di notevole interesse. La sua vicenda è quella di un pittore e sacerdote, una duplice vocazione che permea le sue opere — prevalentemente paesaggi, talvolta animati da figure — di una profonda tensione spirituale e, in alcuni casi, di suggestioni simboliste.

Condivide con molti interpreti del Divisionismo, spesso inclini a coniugare ricerca luministica e sensibilità simbolista, una concezione della pittura intesa non soltanto come esercizio formale, ma anche come percorso interiore. Don Angelo Rescalli può quindi essere accostato a quei pittori dell'area lombarda e piemontese per i quali la luce non rappresenta un semplice fenomeno ottico, bensì una dimensione carica di significati mistici e quasi metafisici.

Profondamente legato al Piemonte, trascorre lunghi periodi in Val di Susa, territorio che rappresenta una delle principali fonti d'ispirazione della sua produzione e dove ancora oggi gode di particolare considerazione. Il suo collezionismo si concentra soprattutto nell'Italia settentrionale, con un interesse che nello specifico varia in base alle località e agli scorci raffigurati. Le opere di Don Angelo Rescalli compaiono relativamente con una certa frequenza sul mercato, sebbene la domanda risulti generalmente più sostenuta per i dipinti divisionisti rispetto a quelli della produzione tarda.


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Don Angelo Rescalli Pittore QuotazioniMarina al crepuscolo

Biografia di Don Angelo Rescalli Pittore

Angelo Rescalli nasce ad Azzanello, in provincia di Cremona, il 13 novembre 1884. A soli tredici anni entra nel Seminario Vescovile di Cremona, dove coltiva da autodidatta la passione per la pittura. Ordinato sacerdote nel 1909, viene inviato come vicario prima a Vescovato e successivamente a Olmeneta.

Durante la Prima guerra mondiale si trasferisce in Liguria, dove assume l’incarico di cappellano a Sanremo. Nonostante le richieste di rientro nella Diocesi di Cremona, sceglie di rimanere nella regione, ambiente nel quale la sua attività artistica trova un importante sostegno grazie a due nobildonne locali: la baronessa Matilde Van Eys e la contessa Modesta Dell’Oro Hermil, presso la quale soggiorna a Susa.

Esordisce alla Famiglia Artistica di Milano, avviando un’intensa attività espositiva che gli procura un buon riscontro sia di pubblico sia di critica. Già dal 1913 partecipa alle mostre della Permanente di Milano, dove espone con continuità fino al 1940. Nel 1916 tiene una mostra personale a Cremona, seguita da numerose altre in diverse città italiane, e prende parte alla rassegna Impressioni di guerra di Milano.

Nel capoluogo lombardo Don Angelo Rescalli partecipa inoltre alle edizioni della Nazionale del 1918, 1920, 1923 e 1925. Negli anni Venti e Trenta è una presenza costante sia alla Promotrice di Torino sia a quella di Genova. Partecipa alla Biennale di Roma nel 1921, 1923 e 1925, mentre nel 1926, 1930 e 1936 espone alla Biennale di Venezia. È inoltre presente all'Esposizione d’Arte Sacra Cristiana Moderna di Padova del 1931, alle Sindacali di Genova del 1933 e del 1935 e alla Mostra di Arte Sacra di Roma del 1934.

Nel corso della sua carriera intrattiene rapporti, non sempre semplici, con alcuni dei protagonisti dell’arte italiana del primo Novecento, tra cui Carlo Carrà. Muore a Susa nel dicembre 1956.

Don Angelo Rescalli Opere - Stile e Caratteristiche

Paesi, chiese e visioni: la spiritualità del paesaggio

Si avvicina alla pittura in età non più giovanissima e si forma in modo autonomo, guidato da ciò che più lo emoziona. Trova i suoi principali riferimenti nelle atmosfere spirituali e simboliche di Marius Pictor, così come nelle ricerche divisioniste di Vittore Grubicy e Gaetano Previati.

Lo stile di Don Angelo Rescalli si colloca chiaramente nell'ambito del Divisionismo, pur distinguendosi per una cifra personale, lontana sia dagli esiti più rigorosi del movimento sia dalle tematiche sociali affrontate da artisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo e Angelo Morbelli.

La sua adesione alla tecnica divisionista avviene in una fase in cui questa esperienza è ormai stata ben superata — siamo già oltre un decennio dopo la fondazione del Futurismo — sebbene alcuni artisti, come Benvenuto Benvenuti, continuino ancora a praticarla. Ciò non gli impedisce tuttavia di realizzare opere originali e di grande suggestione.

La sua è soprattutto una pittura di paesaggio, pervasa da una profonda tensione spirituale. Don Angelo Rescalli predilige scorci di paese e vedute montane immerse in atmosfere notturne o crepuscolari, spesso animate dalla presenza di figure, non di rado ecclesiastiche. Numerose sono le affinità con la pittura di Carlo Fornara e Matteo Olivero.

Quando inserisce piccoli personaggi all'interno delle chiese, sembra anticipare una sensibilità che affiora nel corso del Novecento, dapprima in Gianfilippo Usellini, poi in Nino Caffè e infine in Norberto Proietti. Queste figurine animano la scena e contribuiscono a creare visioni poetiche e intime, espressione della particolare sensibilità di un sacerdote-pittore.

Ama ritrarre scorci della Valle di Susa, della Riviera ligure, di Roma e dei luoghi visitati durante i suoi spostamenti. Le rarefatte vedute divisioniste rappresentano oggi le opere più apprezzate della sua produzione, capaci di trasmettere un senso di sospensione, silenzio e quiete. Accanto a composizioni luminose e leggere, realizza anche opere più cupe e cariche simbolicamente.

Con il passare degli anni, Don Angelo Rescalli evolve progressivamente il proprio linguaggio, abbandonando il Divisionismo in favore di una pennellata più ampia e sintetica. Pur mantenendo la consueta intensità cromatica, le sue opere perdono inevitabilmente parte della tensione luministica che caratterizza la produzione precedente.

Si firma abitualmente Don A. Rescalli.

Quadri

  1. Vecchio camposanto di Susa
  2. Scena mistica
  3. Vespro
  4. Alla fonte
  5. Nevicata in Val di Susa
  6. Sui monti
  7. Cascina Hemil a Susa
  8. Ultime preci
  9. Marina al crepuscolo
  10. Pax
  11. Gregge a riposo
  12. Scorcio di Rescalli

Autore

  • Esperto di arte italiana del XIX e XX secolo, specializzato nell’analisi del mercato, nella valutazione e nello studio storico-artistico dei principali artisti e movimenti dell’epoca.